Vespapendolareggiando

Ore 05.00 ti svegli e guardi fuori dalla finestra, cercando di scrutare com’è il tempo ma è ancora notte…

Doccia veloce, moka sul fuoco, colazione e poi giù per strada con il cane per la sua passeggiata mattutina ed in questo momento che ti rendi conto della reale condizione meteo e decidi cosa indossare per recarti al lavoro.

Ore 06.00 la basculante del garage si alza e la vedi lì pronta per partire; giri la chiave, apri l’aria e spedivelli, la vespa si accende al primo colpo, senti una piccola soddisfazione dentro di te; ora siamo pronti, sottocasco, casco allacciato, guanti ed innesti la prima…. ora iniziano i 25km che ti separano dall’ufficio.

La piccola città si sta svegliando, incroci il furgoncino che scarica il pane,  il giornalaio che sistema i quotidiani, i ragazzi della pulizia strade già a pieno regime; ti colpisce l’odore del caffè tostato fuori dai bar al tuo passaggio, piccole cose che in macchina a volte non noti.

Però diciamolo, non è tutto rosa e fiori! Guardi il termometro sul manubrio che ha sempre il segno negativo, il freddo che ti entra nel casco, la nebbia che ti costringe a viaggiare con la visiera alzata beccandoti il freddo o l’acqua della pioggia dritto negli occhi; qualche automobilista in ritardo che ti sorpassa così vicino da tagliarti la strada, ecco perchè devi giocare d’anticipo e far in modo che ti superino senza rischiare (la tua visibilità è fondamentale); e non per ultimo le buche, le tante buche da evitare. Arrivi all’ingresso della grande città ed iniziano le code che per fortuna in vespa superi senza problemi. Finalmente in ufficio e ti scappa un sorriso a pensare i tuoi colleghi ancora bloccati nel traffico pendolare mattutino. 25km percorsi in 30 minuti, per me, di libertà da ripetersi nel tardo pomeriggio per ritornare a casa.

Vespapendolareggiando…..

Ujaguar

pendolare 1

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